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sabato 25 luglio 2026

L’Odissea di Nolan: dimenticate il mito classico (e preparevi alla sorpresa!)

 



Ieri sera io e mio marito siamo andati a vedere l'Odissea di Christopher Nolan. Che dire? Fantastico, spettacolare, "figherrimo"! È un film da vedere a tutti i costi. Noi, poveri sprovveduti, ci siamo presentati nel pomeriggio convinti di riuscire a prendere la proiezione delle 17 in IMAX, ma era già tutto esaurito! Cosi ci siamo accontentati della sala normale, ma gli effetti visivi e audio sono straordinari comunque.

E vogliamo parlare delle poltrone nella sala normale? Schienale reclinabile e poggiapiedi regolabile... neanche a casa sono così comoda!



Ma bando alle ciance, il film merita davvero perché offre una visione dell'Odissea rivisitata da un punto di vista molto più psicologico. Nell'intervallo ho sentito una ragazza dire: "Ma non c'entra nulla con l'Odissea!". Ecco, se vi aspettate l'ennesimo film sul mito classico, commettete un errore enorme! Ed è proprio questo il bello del cinema di Nolan.

Tra l'altro, nel cast c'è anche Travis Scott, il rapper preferito di mio figlio!

Non voglio spoilerare nulla perché è un'opera da vedere e da comprendere. Posso solo dirvi che, per rimanere in tema, di recente ho letto due libri bellissimi di Madeline Miller (di cui pubblicherò presto la recensione sul blog): "Circe" e "Il canto di Achille". Davvero splendidi! Mi sono tornati in mente per i tanti collegamenti presenti nel film: la maga Circe, Scilla e Cariddi, Agamennone e Clitennestra, fino alla Guerra di Troia.

E voi l'avete già visto? Siete tra quelli che cercano il mito classico fedele o vi lasciate affascinare dalle rivisitazioni psicologiche e moderne come questa? Fatemelo sapere nei commenti!

A presto con la recensione dei libri della Miller!

giovedì 16 luglio 2026

Niente aspettative, niente delusioni?


 L’altro giorno riflettevo sull'etimologia di una parola che usiamo spessissimo: deludere.

In latino classico, ludere non era solo il gioco innocente, ma anche la finzione, l'inganno inscenato per farsi beffe di qualcuno. Di conseguenza, de-ludere significava letteralmente "uscire dal gioco" (con de ad indicare separazione), mentre il-ludere (in-ludere) significava "entrare nel gioco", farsi beffa di qualcuno o lasciarsi catturare da una finzione.

Oggi usiamo questi termini in modo diverso. Ci delude un film, una partita, una persona. Ma se guardiamo bene a quel "gioco" originario, capiamo una verità profonda: la delusione esiste solo dove prima c’è stata un’illusione.

Quando compriamo una crema viso miracolosa, o quando decidiamo di fidarci ciecamente di qualcuno, siamo noi a fare il primo passo. Entriamo nel gioco (in-ludere), accettiamo la finzione e iniziamo a costruire un castello di aspettative. Proiettiamo sui prodotti, sulle situazioni e, soprattutto, sulle persone, un copione che abbiamo scritto noi.

E cosa succede quando la realtà non rispetta quel copione? Veniamo bruscamente buttati fuori dal gioco (de-ludere).

Il punto è proprio questo: incolpiamo gli altri di averci deluso, ma la verità è che siamo noi a dare agli altri, e alle cose, il potere di farlo. Consegniamo le chiavi della nostra serenità a un comportamento altrui o a una promessa pubblicitaria, permettendo a queste aspettative di rovinarci le giornate, se non la vita.

Le persone fanno i loro percorsi, i prodotti fanno il loro lavoro, la realtà segue il suo corso. Siamo noi che, decidendo a quale gioco giocare e quanto investire nell'illusione, decidiamo quanto farci male quando il gioco finisce. Riprenderci le nostre aspettative significa riprenderci il nostro potere. E, finalmente, smettere di subire il gioco degli altri.

Come se ne esce? Smettendo di giocare a questo gioco a perdere.

Semplificarsi la vita significa iniziare a guardare i fatti per quello che sono, senza farsi film mentali. Se una crema promette miracoli, compriamola pure se ci va di provarla, ma senza aspettarci la giovinezza eterna. Se quel collega non ha mai rispettato una scadenza in vita sua, non aspettiamoci che lo faccia oggi: organizziamoci prima, mettendolo in conto.

Ragionare sulle cose, analizzare i comportamenti passati ed eliminare le aspettative non realistiche non ci rende cinici. Ci rende liberi. Significa riprenderci il controllo delle nostre giornate ed evitare di farcele rovinare da dinamiche che, alla fine, dipendono solo da come decidiamo di giocarci noi.

mercoledì 15 luglio 2026

si ricomincia!

 Rieccomi dopo anni di silenzio ho deciso di riesumare il mio amato blog

ho preferito rimuovere i vecchi post perché vorrei dare un'impronta più vicina a quello che sarà il nuovo blog, con vecchio nome a cui ero molto affezionata, Saranno sempre pensieri e racconti, spunti presi dalle

mie osservazioni, mi rendo conto che a volte stalkero le persone, le osservo insistentemente....

poi vi racconterò anche della mia avventura da studentessa universitaria, mi sono iscritta alla facoltà di filosofia, alla mia tenera età non è proprio una passeggiata! 58 anni freschi freschi

mi piacerebbe parlare di crescita personale, di valorizzazione, e di rinascita un pò quella che ha travolto la mia famiglia in questo anno, di letture, legate all'università alla crescita e al nutrimento dell'anima

di hobby, di film, fotografia, disegno,  scrittura, e di ristrutturazione fatta con fantasia e riciclo  in fondo anche questo fa parte del cambiamento e della crescita personale avrei voluto aggiungere qualche immagine ma non riesco e non capisco perché ci riuscirò nei prossimi post