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giovedì 16 luglio 2026

Niente aspettative, niente delusioni?


 L’altro giorno riflettevo sull'etimologia di una parola che usiamo spessissimo: deludere.

In latino classico, ludere non era solo il gioco innocente, ma anche la finzione, l'inganno inscenato per farsi beffe di qualcuno. Di conseguenza, de-ludere significava letteralmente "uscire dal gioco" (con de ad indicare separazione), mentre il-ludere (in-ludere) significava "entrare nel gioco", farsi beffa di qualcuno o lasciarsi catturare da una finzione.

Oggi usiamo questi termini in modo diverso. Ci delude un film, una partita, una persona. Ma se guardiamo bene a quel "gioco" originario, capiamo una verità profonda: la delusione esiste solo dove prima c’è stata un’illusione.

Quando compriamo una crema viso miracolosa, o quando decidiamo di fidarci ciecamente di qualcuno, siamo noi a fare il primo passo. Entriamo nel gioco (in-ludere), accettiamo la finzione e iniziamo a costruire un castello di aspettative. Proiettiamo sui prodotti, sulle situazioni e, soprattutto, sulle persone, un copione che abbiamo scritto noi.

E cosa succede quando la realtà non rispetta quel copione? Veniamo bruscamente buttati fuori dal gioco (de-ludere).

Il punto è proprio questo: incolpiamo gli altri di averci deluso, ma la verità è che siamo noi a dare agli altri, e alle cose, il potere di farlo. Consegniamo le chiavi della nostra serenità a un comportamento altrui o a una promessa pubblicitaria, permettendo a queste aspettative di rovinarci le giornate, se non la vita.

Le persone fanno i loro percorsi, i prodotti fanno il loro lavoro, la realtà segue il suo corso. Siamo noi che, decidendo a quale gioco giocare e quanto investire nell'illusione, decidiamo quanto farci male quando il gioco finisce. Riprenderci le nostre aspettative significa riprenderci il nostro potere. E, finalmente, smettere di subire il gioco degli altri.

Come se ne esce? Smettendo di giocare a questo gioco a perdere.

Semplificarsi la vita significa iniziare a guardare i fatti per quello che sono, senza farsi film mentali. Se una crema promette miracoli, compriamola pure se ci va di provarla, ma senza aspettarci la giovinezza eterna. Se quel collega non ha mai rispettato una scadenza in vita sua, non aspettiamoci che lo faccia oggi: organizziamoci prima, mettendolo in conto.

Ragionare sulle cose, analizzare i comportamenti passati ed eliminare le aspettative non realistiche non ci rende cinici. Ci rende liberi. Significa riprenderci il controllo delle nostre giornate ed evitare di farcele rovinare da dinamiche che, alla fine, dipendono solo da come decidiamo di giocarci noi.

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